Caro Papà,
Lo so che scrivere non serve con Te. Perché se Tu sei Dio, sai già tutto. E lo sai già prima che io pensi quello che ho da dire…
Ma scrivere serve a me. E Tu sai pure questo.
Ho bisogno di mettere ordine. E siccome la cosa riguarda pure Te, adesso sei pregato di starmi a sentire, anche se sbarello, straparlo o faccio dei ragionamenti che non ti piaceranno affatto.
Presumo che Tu mi abbia già ascoltato, un mese fa, quando sono venuta a presentarti quel famoso “conticino” proprio il giorno in cui si festeggiava Qualcuno a Te particolarmente caro. E siccome ogni tanto anche un’ingrata egoista come me si accorge del bene che le viene fatto e dei doni che riceve, comincio col ringraziarti. Perché so benissimo, anche se a volte me lo dimentico (ma un po’ è pure colpa Tua, visto che mi hai fatta così) che Tu ci sei. E me lo dimostrano tutti quei fatti incancellabili della mia vita in cui la Tua mano io l’ho vista, e non solo con gli occhi della poca fede che ho.
Ma questo non toglie che a molte domande che mi ronzano nella testa e nel cuore la risposta io non la trovo. Non la vedo forse? Non è tempo per me di capire? O risposta non c’è?
Ecco…già mi basterebbe capire questo.
Tu lo sai che quando capisco il perché, quando sono consapevole del senso delle cose, riesco ad accettare anche quelle più brutte e pesanti.
E allora senti un po’…
Mi hai dato di scoprire che sei mio Padre. Mi hai dato di chiedere e di essere certa di ottenere anche più di ciò che chiedo se questo è buono per la mia vita. Mi hai dato una Parola che ho visto farsi carne nella mia vita e nella vita delle persone che conosco. Ma tu lo sai che, nonostante tutto questo, mi ribello a ciò che non mi piace.
E’ da stamattina che ho in mente Giobbe. Anzi…se vuoi proprio la verità, non è solo da stamattina che ci penso. Sì, proprio lui…Quello che agli occhi degli “stolti” è un poveraccio, l’incarnazione della sfiga. Quello che agli occhi di chi crede è l’uomo benedetto da Te.
Già, perché a gentile richiesta di Satanasso l’hai messo alla prova (come dici Tu) e hai permesso che gliene capitassero di cotte e di crude. E quello giù a continuare a benedirti…finchè non ha perso pure lui un po’ le staffe e ha detto “Eccheccavolo! Ma non è ora di finirla?”…sempre con il dovuto rispetto, comunque (quello non era mica come me che m’incazzo subito…beato lui!). E a quel punto, dimostrato al cattivone che contro di Te non c’è partita, hai restituito al poveraccio, e con tanto di cospicui interessi, tutto quello che gli avevi tolto.
Che per caso rischio il rogo se metto nero su bianco come la vedo io ‘sta storia?
No, perché non è assolutamente vero che Giobbe è il personaggio di una favola. E’ una delle “figure bibliche”, giusto per usare un termine “tecnico”…Ma esistito realmente o no “quel” Giobbe, che cambia se è vero che la Bibbia è il “Libro della vita”?
Giobbe esiste. Esiste eccome. In carne e ossa, qui, oggi. Anno 2005 d.C.
Perché io lo conosco.
E stavolta non fare finta di non capire, perché lo so che sai benissimo di chi sto parlando!
Ma dico io: come cavolo puoi chiedere tanto ad un essere umano?
E’ vero, gli hai dato moltissimo. E non sono certo io che devo mettermi ad elencarti tutto il bene e i doni che gli hai fatto. Tu ne sai sicuramente più di me al riguardo.
Ma quanto gli stai chiedendo in cambio? Quanto gli chiederai ancora? Beh…adesso te lo dico io, con la stessa stoltezza di quegli amici stolti del Giobbe della Bibbia, ma al contrario di loro decisamente incazzata: “NON E’ ORA DI FINIRLA?????”
Guarda, io non sono proprio nessuno per fare un patto con te. E lo so bene questo. Quindi non ci penso neanche a farti alcun tipo richiesta o di proposta.
E so bene che finchè proverò questa rabbia e questo senso di impotenza non riuscirò neanche a chiedere nella maniera giusta e col cuore giusto. Peggio ancora: non riuscirò neanche a credere che Tu possa o voglia accontentarmi.
Quello che invece voglio chiederti è: C’è qualcosa di così assurdo e improponibile nel desiderare la felicità per le persone che si amano? Perché, vedi, io non mi sogno proprio di chiederti di togliere ad un cristiano la sua croce…lo so benissimo che non esiste un cristiano senza croce. Ma so anche, perché TU me l’hai dimostrato e io l’ho toccato con mano, che ogni croce prima o poi diventa gloriosa…diventa fonte di vita.
E allora? Quando? Non ti sembra che basti?
L’hai sentito ieri, no? Tu non esisti…ecco quello che pensa. E ha tutta la mia comprensione. Che non è pietà. Manco per niente. E’ dolore impotente che provi di fronte al dolore di chi ami e proprio perché ami, è incredulità di fronte all’assurdo, è rabbia di trovarsi a dire ancora una volta “Per fortuna che non è andata peggio”…
E’ questo che vuoi? Che si perda? Non ci crederò mai!!!!
Non so te, ma il suono di quella voce io ce l’ho ancora nelle orecchie. Il suono, ho detto. Non quello che diceva. Ed è terribile. Fa male come un trapano che ti trapassa il cuore e tu sai che c’è da qualche parte un interruttore per spegnerlo, ma non lo trovi...
Lo vado a cercare, stanne certo. Pensi davvero che mi arrendo, io?
E comincio da qualcuno che potrà darmi retta…perché io quando era qui l’ho potuto toccare e guardare negli occhi…e so chi è.
A presto. Molto presto…
Tua figlia.
PS.: Anche se mi molli uno schiaffone, decisamente meritato per l’irriverenza e l’arroganza con cui ti ho parlato, sappi che non smetterò mai di desiderare ogni bene per le persone che amo. A qualsiasi costo.