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lunedì, 18 luglio 2005

Lacrime di pioggia,
il tuo ricordo mi parla.
Dalla mia finestra
io guardo il mondo che passa

Ed ogni giorno ci sarai, ogni minuto che vorrai, ad ogni passo della vita.
E quale strada sceglierai, che direzione mi consiglierai, ad ogni passo della vita.
Sei solo un ombra ma la tua voce mi parla,
io che ho creduto e credo in te,

tutto l'amore che hai per me ridallo al cuore di tua madre,
dalla tempesta, dal grande sogno del nulla,
e molto presto capirai che tutti gli anni che vivrai cancellano
i peccati suoi.

Nei suoi pensieri io vivrò con le sue mani ti accarezzerò, ad ogni passo della vita
Stringila forte quando avrà paura che c'è il mio amore che non l'abbandona
ad ogni passo della vita

Lacrime di pioggia
il tuo ricordo mi parla.
Dalla mia finestra
io guardo il mondo che passa.

Lacrime di pioggia  - A. Venditti

Proprio ieri, per caso, dal televisore che ascoltavo distrattamente, programmato su VideoItalia, ho sentito queste parole che mi hanno letteralmente rapita per lasciarmi in preda ad un'ondata di pensieri. Ho interrotto quello che stavo facendo, guardavo quel video veramente molto bello, con quella pioggia che batteva sui vetri di una finestra... All'inizio mi è venuta in mente "Fine fine" di Pacifico...un'altra canzone a cui sono molto legata...anche questa parla di pioggia. Un regalo che mi è stato fatto tempo fa, forse una vita fa. Ed ero incuriosita. Ma no, non c'entrava nulla...

...E i pensieri sono arrivati subito a te, ai ricordi di tanto tempo fa, alla tua ombra che non mi lascia mai, a tua madre che oggi è anziana e così acciaccata che non può rimanere più da sola, che ancora ti chiama e ti parla come se tu fossi ancora qui, persa in quel suo mondo che tutti chiamano delirio...è l'età, dicono...sono i dolori, dico io...anche l'età, certo. Ma come ci è arrivata?  

Io credo che chi va via non va via davvero... Credo che c'è qualcosa che non finisce quando finiscono i nostri giorni e credo che quei legami speciali che nascono fra le persone restano per l'eternità.

Adesso è lei che ha bisogno di te, lo sai vero? E io ci credo che potrai farle sentire che ci sei come hai fatto tante volte con me, perchè tu le chiavi per aprire quella porta ce l'hai... 

Aspetto anima mia...aspetto...

 

alwaysyoureyes ha delirato alle ore 15:27 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (2)
categoria:quello che ho da dirti
venerdì, 08 luglio 2005

Ieri ho preso la metro. Paradossalmente pensavo che mai come ieri era sicura, visto che l’inferno s’è scatenato altrove.

La prendo tutti i giorni, da vent'anni. Da quando ho cambiato lavoro non potrò evitarla al ritorno, come facevo prima, prendendo l’autobus che mi porta, anche se in un tempo decisamente maggiore, direttamente davanti alla scuola dei miei figli.

Alle 17.00 di solito non riesci a salire, tanta è la gente assiepata nei vagoni.

Invece ieri era vuota. Massimo 20 persone nel vagone dov'ero io. Mi sono addirittura seduta. E guardavo…volti ed espressioni di persone che si guardavano intorno con occhi che non potevano nascondere un forte disagio, sguardi nervosi indirizzati alle porte, lasciando filtrare la semplice speranza che il viaggio su quella scatola di metallo finisse il più presto possibile…

Dopo pochissimi minuti mi sono sentita soffocare.

E’ forse la prima volta in vita mia che mi sono sentita soffocare così…ma non era ansia la mia.

Non era MIA.

Era che stavo respirando la paura.

Come si fa a spiegarlo?

Le persone che erano intorno a me “producevano” paura. Come quando fa troppo caldo, e la gente suda…e, diciamolo pure, spesso e volentieri puzza.

Così era… uno smog sottile, ma pesante che appestava l’aria, l’appesantiva, la rendeva irrespirabile.

Un odore che ti si infila nel naso, ti entra sotto la pelle, ti assale.

Una sensazione orribile.

Oppressiva.

E la voglia di dire a quelle persone: Avete paura oggi,perché è successo a Londra e questo vi ha ricordato che può succedere anche qui… Ma tanto fra una settimana ve lo scorderete ancora. Finchè non succederà di nuovo… Perché adesso qui, in Italia, siamo i primi della lista….inutile far finta che non è così.

E per capirlo non ci vuole nessun esperto di terrorismo o di cultura islamica, nessuno di quei buffoni in doppiopetto che straparlano e delirano davanti a telecamere e sulla carta stampata, forti del fatto che a loro non potrà mai succedere perché loro la metro non la prendono.

Però parlano di integrazione, di cittadinanza da conferire a gente che viene a casa mia per farmi fuori perché sono un’infedele.

No, non sono RAZZISTA. E chi mi conosce lo sa bene.

Ma sono una che gira con una catenina con attaccata una Croce.

E so che se vado in certi Paesi tenendomela al collo, rischio la libertà personale, se non la vita. So che se vado in certi Paesi non ho un luogo dove andare a pregare e se ho con me una Bibbia rischio di essere accusata di propaganda religiosa…reato gravissimo in alcuni casi. Mentre chi viene a casa mia ha diritto ad avere il suo spazio, il suo luogo dove pregare. Ha diritto ad offenderti e a terrorizzarti se tu in una libreria prendi in mano il Corano e lo sfogli come tutti gli altri libri del mondo. Ha diritto a pretendere che io tolga un Crocefisso da una parete perché la sua sensibilità ne viene scossa dal profondo alla sola vista. Ha persino diritto a studiare indisturbato nei più esclusivi ambienti americani, per poi imparare a trovare la tecnica migliore per suicidarsi alla guida di un aereo di linea pieno di gente comune che finisce per schiantarsi su altra gente comune…

Se qualcuno pensa che questo è razzismo, beh… pazienza. Io lo chiamo REALISMO. Ed è una cosa profondamente diversa.

Sono arrabbiata. E tanto.

Perché non posso concepire che esista un Dio che possa chiedere tanto sangue ai suoi “martiri” promettendo in cambio un paradiso così simile alla terra che se solo ci fosse un po’ di buona volontà si potrebbe realizzare qui, seduta stante, senza aspettare di finire in mille pezzi perché sin da quando sei nato ti hanno insegnato solo che tu sei un’arma di guerra, non una persona.

Lo slogan di ieri… “OGGI SIAMO TUTTI LONDINESI”

Ma londinesi de che?????????????? 

MA ANDATE A FARVI FOTTERE!!!! Politici, opinionisti, parolieri da strapazzo, giornalisti vampiri in cerca di scoop...TUTTI!!!!!!!

A che cosa serve sto bel rigurgito nazionalistico, retorico e patetico davanti ad una fila di cadaveri?????

Che essere americani, o spagnoli, o inglesi per un giorno serve a qualcosa?

Non restituirà certo quelle persone ai loro cari.

IO SONO ITALIANA!

E SONO UN ESSERE UMANO!

Un essere umano costretto, come la stragrande maggioranza dell’umanità, ad aspettare che altri esseri umani decidano della sua vita.

E che siano otto potenti o otto kamikaze non fa alcuna differenza.

Perché davanti a dei cadaveri di innocenti non c’è differenza che tenga.

alwaysyoureyes ha delirato alle ore 11:30 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (3)
categoria:mulini a vento
martedì, 05 luglio 2005

Stanza con vista sul Tevere, da dividere con una collega a prima sensazione cortese e simpatica...

Lavoro assegnato almeno nelle linee generali...Bello! Finalmente un lavoro bello e UTILE! Il che è raro da trovarsi nella burocrazia italiana...

Rapporti col Direttore Generale e con la nuova Dirigente...decisamente ottimi. Oggi abbiamo pranzato insieme...era il minimo che potessi fare per ringraziare st'omo che si è fatto in quattro per ottenere il mio rilascio...

Non ho ancora scrivania, pc, telefono, a stento trovo una sedia.... AliceMA SONO CONTENTISSIMA!!!!!!!!!!

Entro questa settimana arriverà tutto e comincerò a riprendere una vita lavorativa normale.

Intanto continuo a sentirmi come Alice nel Paese delle Meraviglie... Festeggio con nuovi colleghi il nuovo lavoro, saluto e rivedo gente che non incontravo da una vita...

Mi ambiento, insomma...

E finchè dura questa bellissima sensazione di stupore e di novità, me la voglio godere veramente tutta.

Eccheccavolo... Me lo merito un pò, no?

alwaysyoureyes ha delirato alle ore 13:38 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (3)
categoria:mulini a vento
venerdì, 01 luglio 2005

Ho fatto di tutto per non pensarti, ma è da ieri sera che mi torni in mente...

Già...non l'ho voluto affrontare. Ti ho messo in un cantuccio sapendo che prima o poi mi dovrò misurare con questa cosa e risolverla. Ma ancora non ce la faccio. Razionalmente sì. Quando mi ci metto con tutta la buona volontà, è facile dirsi che doveva andare così, che anche questa cosa assurda ha un senso, che tu ci sei comunque.

Ma oggi è arrivata  "quella data"...la data presunta in cui avrei potuto tenerti fra le braccia. E tutti i miei bei ragionamenti, le spiegazioni che ti regala la fede, il pensiero che forse è stato meglio così, vanno a farsi benedire...

Cerco di immaginarti, di pensare a chi saresti assomigliato di più... Cerco di ricordare la sensazione che si prova quando hai fra le braccia un piccolo miracolo, e di riferirla a te. Ma quello che vedo con gli occhi della mente è quello che mi è rimasto: l' immagine di quando c'eri e quella di quel segnetto che hai lasciato quando sei andato via... Senza colori...in bianco e nero...

Dicono che dove sei tu ora non ha importanza l'aspetto fisico. Beh, invece io lo vorrei vedere come sei...o come saresti stato. Che fai, ridi? Beh, lo sai che tanto normale non lo sono mai stata, no? E col tempo si peggiora...

Già...il tempo. Magari non sai nemmeno cosa è. Del resto, a che ti servirebbe saperlo se vivi in un posto che non conosce tempo? Invece qua lo conosciamo bene...il tempo che passa veloce quando temi di non averne abbastanza...Il tempo che non passa mai quando aspetti....Il tempo che cura i dolori e risana le ferite...Il tempo che rende ricordo il presente...

Il tempo che con queste parole vorrei fermare, fissare in una fotografia e tenere come punto di forza per andare avanti, pensando che tu mi stai ascoltando e che qualsiasi cosa accadrà tu ci sarai...e io riuscirò a sentirti.

Ti voglio bene, piccolino.

Mamma

alwaysyoureyes ha delirato alle ore 14:12 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (2)
categoria:quello che ho da dirti