
Così mi sento io... Ecco... :-(

Così mi sento io... Ecco... :-(

Stavolta c'è poco da interpretare... E' l'immagine che mi è venuta in mente ieri, durante una telefonata.
Ed è a chi era dall'altro capo del telefono che la lascio.
Non solo...vorrei che restasse qui...per me. Come ho lasciato qui cose ben diverse.
Perchè non voglio che muoia.
Le barche sulla sabbia sparse alla rinfusa
Spogliate e capovolte al sole
Sul fianco il nome di una donna caro al pescatore.
Il legno a scarti, a schegge, a miniature
E i pali con l'acqua alla vita
E nodi, chiodi e ammaccature.
E la ruggine ustiona le ancore e i pontili
Sceglie il ferro come compagnia
Scioglie il ferro e un pò ne porta via.
Scrivo da questa spiaggia appena uscita dal mare
E finalmente ho un cielo in testa in cui guardare
E dovunque mi giri stelle,
Forse una di quelle
Si fa cercare,
Si fa indicare da te.
Un cane attraversa la strada costole in vista e bruciature
Passa senza guardare
Gli alberi al mio passaggio a sventagliare
E la giostra, draghi e mostri marini
Sotto un telo di plastica grigia
Bisbigliano come bambini fra le lenzuola
E la ruggine gratta le ancore e i pontili
Sceglie il ferro come compagnia
Scioglie il ferro e un pò ne porta via
Spoglia il ferro...
Scrivo da questa spiaggia appena uscita dal mare
E finalmente ho un cielo in testa in cui guardare
E dovunque mi giri stelle,
Forse una di quelle
Si fa cercare,
Si fa indicare da te.
Chiamo da questa spiaggia appena uscita dal buio
E finalmente ho un cielo in testa in cui cadere
E dovunque mi volti stelle
Forse una di quelle
Mi sta a guardare
Perpendicolare a te.
Scrivo da questa spiaggia appena uscita dal mare
E finalmente ho un cielo in testa in cui guardare
E dovunque mi giri stelle,
Forse una di quelle
Si fa cercare,
Si fa indicare da te.
Chiamo da questa spiaggia annerita dal buio
E finalmente ho un cielo in testa in cui cadere
E dovunque mi volti stelle
Forse una di quelle
Mi sta a guardare
Perpendicolare a te.
"Dal giardino tropicale" - Pacifico
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Il tempo che passa...cambia l'aspetto delle cose di quaggiù.
E' quando ti fermi a pensare, a guardare quello che hai intorno che te ne accorgi.
A volte non è come pensavi. Te ne rendi conto perchè ancora ti ritrovi a guardare il cielo e ci trovi la pace.
E come quando eri bambina, affidi ancora ad una stella un pensiero d'amore per chi è lontano, qui o in un'altra dimensione, certa che quel pensiero arriverà. Comunque...Perchè prima o poi, dovunque sia, alzerà gli occhi a quello stesso cielo e guarderà quella stessa stella...
Così...come per tutte le cose che passano, la ruggine del tempo scioglie e mangia il ferro di ciò che è stato di brutto, di quelle ancore che piano piano perdono la loro pesantezza e diventano inutilizzabili...
Le barche no. Restano. Le barche dormono...Verranno riparate un giorno e saranno più belle di prima. Quel nome tornerà a leggersi, colorato di fresco e di nuovi colori.
E mentre ritrovi quella stella, sai che i draghi e i mostri sono sempre lì...E ti trovi a desiderare con tutta te stessa che quel telo di plastica resti a nasconderli.
Ancora un pò...
...Perchè solo così fanno meno paura...
"Scrivo da questa spiaggia appena uscita dal mare
E finalmente ho un cielo in testa in cui guardare
E dovunque mi giri stelle
Forse una di quelle
Si fa cercare
Si fa indicare da te.
Chiamo da questa spiaggia appena uscita dal buio
E finalmente ho un cielo in testa in cui cadere
E dovunque mi giri stelle
Forse una di quelle
Mi sta a guardare
Perpendicolare a te..."
Dal giardino tropicale - Pacifico
...era ora... :-)
Sono stata chiamata a partecipare a questa “catena” da Ambrosia
…E’ un gioco simpatico e ho accettato.
Regolamento: il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini" ed elenca appunto cinque sue stranezze. Alla fine della propria lista, deve scegliere 5 nuove persone da coinvolgere nel gioco ed indicare e linkare il loro blog. Poi deve avvisare i prescelti lasciando un commento nel loro sito, invitandoli a passare nel proprio blog e a partecipare al gioco, postando a loro volta una lista di strane abitudine. Ogni partecipante deve indicare chiaramente questo regolamento nel proprio sito.
LE MIE CINQUE STRANE ABITUDINI.
1) La mia mezz’ora appena sveglia. Nessuno è autorizzato a parlare, a fare rumore, ad interagire in qualsiasi modo con la sottoscritta. Semplicemente NON CI SONO.
2) Avere sempre in borsa un pacchetto di sigarette di riserva.
3) Prendere la metropolitana salendo al vagone di testa e possibilmente vicina alla parete che separa il vagone dalla cabina del conducente (si sente il citofono interno e se il treno si ferma si capisce subito il perché…)
4) Aprire il frigorifero e guardare cosa c’è da mangiare o scoperchiare tutte le pentole sul fuoco quando vado a casa di mia madre. Anche se non è ora di pranzo. (solo a casa di mia madre, però!)
5) Rifiutarsi, salvo casi eccezionalissimi, di veder partire treni, aerei e simili, quando chi parte è una persona cara (l’ultima volta che l’ho fatto ho dovuto combattere a lungo con la sensazione che quella persona non l’avrei più rivista. Ed è stato così.)
Chi mi conosce sa bene quanto io detesti le catene. Perciò, seppur contenta di essere stata coinvolta, non inoltro questo giochino (anche perché coloro che potrei coinvolgere stanno già giocando)