Ci sono giorni che vorresti cancellare dal calendario. Come marinare la scuola il giorno del compito in classe, come fare un salto per oltrepassare una pozzanghera o una crepa che trovi sulla tua strada, come addormentarsi e svegliarsi 24 ore dopo…tutto passato…ci ripensiamo fra un anno.
Perché ti senti come se proprio quel giorno il compito in classe è troppo difficile per te, che in quella pozzanghera ci stai dentro con tutte le scarpe, dentro quella crepa ci sei caduta…e non puoi dormire per 24 ore di seguito…non te lo permetterebbero.
Ricordi che senti come ortiche attorno al cuore. E bruciano. E lo sai bene che sei stata tu a mettercelo, il tuo cuore, in quelle ortiche.
Come quel giorno, da bambina, quando insieme ai papaveri hai tirato via un intero ramo di ortica.
Te lo ricordi, papà?
Tu che mi dicevi: “Ce le hai messe tu le mani nell’ortica, sbadata che sei…con chi te la vuoi prendere?” e sorridevi e cercavi di consolarmi con mille carezze dicendomi che il dolore sarebbe passato. Io che piangevo dal dolore che invece non passava…ma il tuo sorriso e le tue carezze me lo facevano dimenticare.
Oggi l’hai fatto ancora…e tanti anni sono passati.
Il tuo sorriso e le tue carezze, i tuoi occhi…un sogno bello che spiega e illumina un incubo che non volevo capire e che mi ha terrorizzata per giorni…
Eppure quelle tue gambe che si allungavano facendoti così innaturalmente alto, quegli occhi rossi e cattivi che avevano preso il posto dei tuoi occhi azzurri e dolci, il nodo di quella orribile cravatta rossa che aveva preso il posto di quella che ti avevo regalato io, quella che hai portato con te nel tuo viaggio… Erano tutti segni che potevo e dovevo capire. E tu lo sapevi che non li volevo capire. Per questo la tua rabbia…diretta a me, a me sola.
Mi hai insegnato ad essere onesta e sincera nelle azioni e nel cuore…che solo così puoi avere il coraggio di guardarti allo specchio senza sputarti in faccia. A dare senza fare calcoli, senza mezze misure…che non esiste amore sprecato. A rinunciare per amore…che non esiste amore dove c’è egoismo. Ad assumermi la responsabilità delle scelte che faccio…che ogni azione ha delle conseguenze. Ad aver cura della mia dignità di persona, a non umiliare e sminuire me stessa di fronte a chi non sa valutare chi ha di fronte…che le persone che amiamo, al di là della famiglia in cui nasciamo, ce le possiamo scegliere. E questo amore è gratuito…è un dono da rispettare e da curare.
Ma questa tua figlia strampalata ha tirato via papaveri e ortiche. Le è capitato ancora.
In quella crepa ci sta da tanti anni. Ma sa che ne può uscire perché quelle mani tese aspettano solo che lei le stringa. E in qualche modo ne uscirà…glielo dicono le tue carezze.
In quella pozzanghera c’è caduta da molto meno. Ma si è talmente sporcata da avere provato schifo persino per se stessa. Non basterà una semplice doccia per farla ritornare quella che era, ma il coraggio di grattare via tutto, fino a portar via la pelle se necessario, ce l’ha. Glielo danno i tuoi occhi sorridenti…azzurri, guarda caso, ma di quell’azzurro limpido e pulito di chi mai è stato capace di usare bilance diversamente e meschinamente tarate per pesare quello che ha preso e quello che ha dato.
Il compito in classe è iniziato, papà…non l’ho marinata la scuola. E intendo finirlo, prima di girare pagina.
Non so quello che scriverò tra un’ora, ma so quello che ho già scritto…
Prima di uscire da casa…Un sorriso. Senza parole. Ma dal cuore. E’ arrivato…e lo sappiamo tutti e tre…
Sotto la metro…Alex che canta…Ancora. Sempre la stessa. Guardo l’ora…le 9.13. Quasi non credo a quella voce, che scandisce parole pacate e serene…Viene da quel posto ben preciso del cuore che non posso confondere. Ma è la MIA voce. “Hai scelto tu, non io. Resta dove hai scelto di stare: FUORI!”
Grazie Pà… Sei meno morto tu di chi uccide la parte più vera e bella di sé e riempie il vuoto che ne rimane con leggi, fariseismi, parole e frasi fatte, da elargire qua e là con la stessa leggerezza con cui distriburebbe un chilo di Baci Perugina.
Perché l’Amore, quello vero, non è fatto di parole blu scritte su un rettangolino di carta semitrasparente...è fatto di gesti e segni concreti che vanno al di là del tempo e dello spazio, e i suoi frutti sono di pace e di gioia.
Perchè anche oggi mi hai dimostrato che l'Amore, quello vero, non muore mai.
Ti voglio bene papà...