Possiamo aiutarli dal 20/9/2007 al 20/9/2008 votando per loro QUI
Io sarei...
Blogger: alwaysyoureyes
...una che si fa troppe domande...e che prende troppo sul serio le risposte.


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Acqua passata...
...ma con ordine.
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Template base: Honey by Splinder modificato da me. Host immagini: Altervista Il calendario l'ho preso qui: My House On Web Anche stavolta la foto di testa è un regalo di Notforever. Ovviamente i diritti d'autore sono suoi. Grazie Sorella! :-* Solo una mente con seri problemi potrebbe considerare questo blog al pari di una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato secondo la luna, più o meno di traverso, della titolare. Quanto regolamentato dalla L.62/2001 è decisamente tutt'altra cosa.
venerdì, 22 giugno 2007

Riunione coi pezzi grossi responsabili della comunicazione e, di conseguenza, del sito web.

E' da tempo che chiedevo l'autorizzazione a fare una cosa che ho in mente per migliorare l'agibilità delle pagine che pubblico, e mi è sempre stato detto di pazientare, che non era possibile, che c'erano difficoltà tecniche, ecc.ecc...

Ho fatto tre interventi. E mi è preso quasi un accidente nel sentirmi attentamente ascoltata proprio da persone che "contano".

Alla fine...

 

"Signora, lei è una risorsa per la Comunicazione!"

"In che senso, scusi? Finora io per lei, Dr.*******, sono stata soprattutto una rompiscatole!"

"Dico sul serio. Lei è veramente brava. Non solo tecnicamente, perchè so bene che ha fatto tutto da sola, ma anche nel prospettare le soluzioni ai problemi. Ovviamente si aspetti di essere personalmente coinvolta nel progetto che abbiamo presentato."

"Dr.*******, lei non sta scherzando vero?" (principio di arresto cardiaco...)

"Niente affatto!" (sorrisone)

"Ok... (sorrisone e occhietti dolci) Questo vuol dire che lei quell'autorizzazione me la sta dando?"

"Veramente no...Ma si consideri autorizzata!" 

 

Mi ci voleva proprio…sìssìssì!!!! Ecchecavolo!!!!!!!!! Felice io...

alwaysyoureyes ha delirato alle ore 15:43 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (20)
categoria:
mercoledì, 20 giugno 2007
Era una notte bellissima. Troppo bella per dormire.
E pur volendo non ci sarebbe riuscita. Non era tanto per quella sottile ansia al pensiero di dover prendere l’aereo, l’indomani. Quella l’aveva già provata quando era partita, un mese esatto prima. Era che stavolta l’aereo l’avrebbe riportata a casa, con le valigie piene di tutta la bellezza vissuta in quella vacanza.
Era bello quel giardino.
Le gocce di rugiada che amava tanto sentire sotto i piedi scalzi al mattino quando, appena uscita dal letto, correva fuori a salutare il sole, ancora non c’erano. Ma c’era il rumore degli scoiattoli che correvano da un giardino all’altro, il canto di piccoli grilli che sembrava portato dal vento leggero e fresco, quella brezzolina leggera che veniva dal lago, non molto distante.
Non era da sola ad ascoltare il silenzio.
Con gli occhi rivolti a contemplare quel cielo pieno di stelle e quella luna che illuminava d’argento tutto il mondo intorno, il silenzio era il luogo dove riuscivano meglio a capirsi e a parlare, parlare, parlare. Senza parole.
“Resta…”
“Non posso…”
E’ partita.
Portando con se' il calore di un abbraccio che non dimenticherà mai.
______________________________
Crediti: La foto l'ho trovata in rete e non ne conosco l'autore. Un grazie di cuore a F.M. ...Spero di averne fatto buon uso...Ti voglio bene, fratellone!
alwaysyoureyes ha delirato alle ore 13:25 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (26)
categoria:il caso non esiste
mercoledì, 13 giugno 2007
Da 8 anni il 23 giugno è stato scelto per celebrare quello che da molti (fortunatamente) viene considerato un orrore e da qualcuno un punto d’orgoglio: il “Love Boy Day”, altrimenti conosciuto come “Giornata dell’orgoglio pedofilo”.
Ho letto al riguardo cose inimmaginabili, che testimoniano che non c’è limite al  male che l’uomo è capace di fare al suo prossimo, specialmente se piccolo e indifeso. Quello che più mi spaventa è il fatto che c’è gente che considera questo orrore come qualcosa di “NORMALE”, al punto da mettere in atto una forma di proselitismo che trova uguali solo al livello delle più abili sette.
Il tutto nella quasi totale indifferenza del mondo che conta, che troppo spesso si limita alle chiacchiere e si dimentica che solo con i fatti si possono cambiare le cose.  
Grazie alla campagna lanciata da E-Polis (http://www.epolis.sm/)  con la petizione firmata già da migliaia di persone (http://petizione.epolis.sm/) e allo straordinario impegno della polizia postale italiana e internazionale, qualcosa si è mosso.
E il risultato è l’oscuramento del più importante sito sull’argomento, che ormai non è più raggiungibile, almeno dall’Italia.paginaweb
E ci sono voluti 8 anni per ottenere questo?
Beh, meglio tardi che mai.
Intanto ho raccolto in rete, girando un po’ tra i blog, questo logo.
contro
Lo giro a chi mi legge e a chi passa da qui, insieme al link per firmare la petizione.
Tenendo conto che proprio la rete è il mezzo più diffuso di cui si servono gli “orchi”, credo che questo sia un modo civile per esprimere il proprio pensiero e dare un segnale chiaro e forte a chi concretamente ha il potere di agire.
Sono sicura che noi siamo molti, ma molti più di loro.
alwaysyoureyes ha delirato alle ore 16:21 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (20)
categoria:cose serie
lunedì, 11 giugno 2007

Torno a casa tardi. Stravolta dalla stanchezza esito un pò con le chiavi in mano e mi viene in mente il titolo di quel film..."Non aprite quella porta"... Già, che' dopo una giornata come ce ne sono tante ultimamente, una che sta fuori casa tutto il giorno può solo temere il momento in cui rientra, visto che è come incominciare un'altra giornata di lavoro...

Al rumore delle chiavi nella serratura corrisponde quello dei passi di corsa in corridoio della Iena piccola, che mi si para davanti con l'aria serissima e un bigliettino piegato in mano.

"Mamma, guarda tu che cosa mi doveva capitare!!!!!!!" E mi allunga questa cosa che scopro poi essere un foglio di un quadernone ripiegato all'inverosimile. "Aprilo!"

Un pò intimorita dal tono lo apro e...

"TI AMO.

GABRIELE"

La guardo con aria interrogativa, capisco dall'espressione infuriata che non è il caso di scherzare, ingoio la voglia di ridere e le rispondo altrettanto seria: "Ma che carino! Oddio...se non ti interessa questo Gabriele, prendila come un complimento. Dovresti esserne contenta...o no?"

Non l'avessi mai detto... cito fedelmente:

"MA DE CHE?????????? QUELLO CI HA PROVATO CON TUTTE E GLI SO' RIMASTA SOLO IO!! MA CHI LO VEDE A QUELLO LA'!!!"

Core de mamma...

alwaysyoureyes ha delirato alle ore 15:58 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (19)
categoria:il bello intorno a me
venerdì, 08 giugno 2007
Era da un pò che l'insofferenza nello scrivere, dapprima leggera, era diventata sempre più profonda. Non so perchè, ma all'improvviso mi sono sentita come in una casa dove mi trovavo sempre più a disagio.
Quando me ne sono resa conto ho cercato di ingannarla, l'insofferenza. Qui, in questa casa, ho spostato mobili, ho fatto pulizia, ho messo fiori qua e là, ho spalancato le finestre per far entrare più luce. Ma nonostante questo lei stava sempre lì, tale e quale, mentre mi accorgevo che la mancanza di tempo o di cose da dire diventava sempre più spesso una scusa da usare prima di tutto con me stessa.
Avevo pensato di cambiare casa.
Ne avevo costruita una nuova nella quale, mi dicevo, mi sarei potuta trasferire in qualsiasi momento o andarci ogni tanto, come per una vacanza, giusto per cambiare aria.
Quando ho finito, trovandomi davanti al fatidico: "e adesso che faccio?", mi sono fermata un pò a pensare.
Sì... Perchè il Signor Splinder non ti permette di comportarti come faresti con una casa "vera".
Quando cambi casa nella vita reale, non importa se vendi o affitti quella vecchia, ma certo è che non la abbandoni come se fossi scappata all'improvviso (a meno che non sei ricercata dall'Interpol o dall'FBI...ma questo, grazie al cielo, ancora non mi è successo) trasferendoti in quella nuova senza portarti dietro nemmeno un fazzoletto. Quando cambi casa nella vita reale fai un trasloco.
E quando traslochi passi ore e ore circondata da enormi scatole di cartone, a riempirle di tutto ciò che vuoi portare con te, che siano ricordi o cose che userai ancora. Quando traslochi hai un'occasione praticamente unica di fare ordine davvero, di ritrovare cose che avevi dimenticato, di liberarti di cose inutili che chissà perchè avevi lasciato in giro. 
Ma qui è diverso. Qui tutto questo il Signor Splinder non te lo consente, o te lo consente solo in parte. Quindi o resti e tieni tutto, o vai e butti tutto.
Così mi sono chiesta cosa volevo veramente.
Ho sfogliato ad una ad una le pagine di questi due anni, sorridendo davanti a tutto ciò che porterei con me, piangendo davanti a tutto quello di cui avrei fatto volentieri a meno o avrei potuto fare a meno se solo fosse stato per mia scelta o per una scelta diversa (ma dirlo col senno di poi, è ben poca cosa e, soprattutto, non serve a nulla...).
Mi sono resa conto che in ogni cosa qui dentro c'è una parte di me. Persino nelle pagine che vorrei cancellare.
E ho scelto di restare qui. Anche se è più difficile cambiare che cancellare.
Cancellare una pagina non vuol dire far sparire, insieme alle parole, quello che hai vissuto e che a quelle parole ha dato vita e senso. Quello che hai vissuto te lo porti comunque dentro e niente e nessuno lo può cancellare...nemmeno tu.  
Perchè cancellare, poi? Sono convinta che solo chi è profondamente stupido e presuntuoso può illudersi di poter cancellare in tutto o in parte la propria storia con un colpo di spugna, o pensare di non aver nulla da imparare dal proprio passato...non solo da quanto ha avuto e fatto di bello, ma anche (e soprattutto) dal dolore e dai propri errori. 
E che senso avrebbe un altro blog? Per come son fatta sarebbe pura schizofrenia abitare due "case" contemporaneamente. Di me stessa da gestire me ne basta una...due sarebbero troppe pure per me che mi sopporto da una vita e già fatico non poco...
Ho scelto di restare qui. Ed è questo il senso che ha la frase che ho scelto per l'header, questo il senso che ha la ristrutturazione di una casa che ora sento ancora mia dopo aver messo in cantina ciò che meno amo vedere, ma che comunque ha avuto un senso e la sua importanza nel costruire quella che sono oggi.
Ricomincio da qui, con il giallo delle ginestre che mi ricordano le mie montagne, a cavalcioni sulla finestra per guardare che succede...
alwaysyoureyes ha delirato alle ore 17:32 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (25)
categoria:e di nuovo cambio casa