"Che tu possa vincere il male con il bene
E trovare la strada più breve che porta ad amare.
Che tu possa essere gioia di chi soffre,
allegria di chi al mondo conosce soltanto tristezza.
Tu possa essere ricchezza dei poveri,
Tu possa essere sostegno dei deboli,
Tu possa essere voce di chi non sa parlare,
Luce di chi non sa vedere!
Che tu possa incontrare il Signore
Ogni volta che vivi l’amore."
Queste le parole del canto che, a sorpresa, abbiamo preparato per i nostri figli nel giorno della loro Prima Comunione.
Non ce l’ho fatta a cantare, la voce non voleva uscire. Playback. Manco tanto credibile, che pure gli altri a commozione non scherzavano mica…
Lei se n’è accorta. L’ho capito da come mi fissava e dal lieve rossore che le ha colorato le guance quando i nostri sguardi si sono incrociati. Ma non li ha abbassati gli occhi. Non li abbassa mai e di fronte a niente e nessuno. La solita anarchica, ho pensato, vedrai dopo quante me ne dice per essermi commossa...
All’improvviso, un sorriso. Quello di chi la voce di mamma la sente lo stesso, non nelle orecchie ma lì dov’è più chiara e forte. Nel cuore.
Lo stesso cuore che diventa piccolo piccolo quando ti senti dire “Ti devo parlare. E’ una cosa seria.” Ce l’hai di fronte, vivo, sano e bello come sempre, ma lo guardi negli occhi e l’interruttore nel cervello scatta immediatamente: PANICO=ON
Che diavolo hai combinato? Sbrigati a dirmelo. Subito. Che più che la brutta notizia sono l’attesa e il girarci intorno che mi fanno andare fuori di testa.
Una sbronza.
Pianificata ed organizzata scientificamente e collettivamente a tavolino. Gita scolastica di tre giorni: si sono portati di tutto e di più, dal limoncello fatto in casa allo scotch (offerto dal grandone, ovviamente) al rum e via cantando. Conclusione: lo studente modello, l’idolo dei professori, quello che tutti vorrebbero come figlio, proprio quello è stato beccato in flagranza di vomito dalla povera prof che ha passato la notte tra il suo cappezzale e il bagno sentendosi dire, tra un conato e l’altro, frasi come “Le voglio tanto bene, prof” e “quelli so’ tutti brutti” e “sto benissimo, io”…
Annichilita, io. Ecco come sono rimasta.
Questa la sintesi di un’ora di delirio puro…
PANICO=OFF (che ci ho messo un po’, ma per fortuna l’ho trovato l’interruttore…)
“Perché me lo stai raccontando?”
“Perché voglio che tu lo sappia da me e non da altri.”
“Non ci provare. Me lo stai dicendo perché domani c’è il consiglio di classe. E se chiamano papà so’ cavoli. Per te e per me.”
“No! Io potevo anche non dirtelo, e quando avresti letto il verbale avrei detto che erano altri ad essere ubriachi e non io.”
“Ok. (mo’ vedi che lo devo pure ringraziare per l’onestà…) Apprezzo il fatto che l’hai detto, ma nessuno mi toglie dalla testa che lo stai facendo perché vuoi che io ti pari il c***. E adesso dimmi: tu che faresti al mio posto?”
“Mi incazzerei come una bestia. E punirei seriamente mio figlio. Anzi...Ma perché non ti incazzi?”
“Perché…(già…perché non mi incazzo?) perché mentre ero al Pronto Soccorso sabato notte è arrivata una ragazzina, bellissima, della tua stessa età. Coma etilico. Mi sta venendo in mente lei.E ti assicuro che non era una cosa bella da vedere.”
“A ma’ io so’ vivo, vedi? So’ sano, non m’è successo niente! Gli altri hanno smesso di bere proprio per stare appresso a noi sei che eravamo fuori di zucca. Ed eravamo in camera, dovevamo andare a dormire! Era tutto organizzato nei minimi particolari! Se solo la prof non avesse fatto il giro delle camere non beccava manco me…”
“Ma bravi i geni del crimine! Voglio i nomi. Di tutti i partecipanti e soprattutto, dei cretini che si sono sbronzati alla grande!”
“No, i nomi non te li posso fare.”
“No, tu i nomi me li fai e subito. Perché se ti devo parare il c***, devo saperli.”
(A momenti svengo…due cretinette, due mezzi delinquenti…vabbe’, ci possono stare…Ma ben TRE insospettabili! Mo’se la vedono con me sti tre…visto pure che girano per casa mia! Animo!!!! Hai tempo dopo per svenire! Ora devi sapere come sono andate le cose…)
“E quanti cannoni vi siete fatti? Perché non crederò mai che il delinquente che avevate in camera se ne è venuto in gita senza le scorte d’ossigeno…”
“No no…stava ben fornito! Ma io l’ho mandato a fumare fuori! Io certe cose non le faccio. E nessuno voleva fumare quella roba. Ci siamo messi d’accordo…non dovevamo sbronzarci tutti. E sappi che A. e “Zio” so’ stati dei veri amici, non mi hanno lasciato un secondo.”
“Amici? Amici del giaguaro!...Ma che bravi! Non tentare di farmela passare come una cosa normale. Non ci provare! Ma come si fa ad essere così deficienti da sbronzarsi in gita scolastica? Volevi provare? Beh, me lo dicevi e te la organizzavo io una bella sbronza in compagnia, ma senza i professori!”
“Ma che gusto c’è a dirtelo prima, scusa? E poi tu non ti sei mai sbronzata? Non ci credo!”
(ok…finisco la terza sigaretta e gliela spengo in fronte…E poi lo butto di sotto dal balcone…
No. Non mi arrabbio. Non gliela lascio vincere. OHM….OHM…)
“Già…non c’è gusto. (sorriso complice…tra i denti, ma m’è uscito credibile) E comunque sì che mi sono sbronzata, figurati! Ma avevo passato i vent’anni e non l’ho programmata a tavolino. Ho semplicemente bevuto troppo e troppe cose diverse senza accorgermene.”
“Vabbè…io sto peso dallo stomaco me lo dovevo togliere. E se mi vuoi punire fai bene. Se non vuoi mandarmi più in discoteca hai ragione. Magari tra cinque anni riacquisti fiducia…”
“No no…tu ci vai in discoteca, non sarò io ad impedirtelo. Certo è che mi troverai in piedi ad aspettarti a casa. Questo è quanto, per ora. Poi quando mi riprenderò da questa mazzata, deciderò cosa fare.”
“Non lo dire a papà…”
“No. Non glielo dico.”
“Ma non ti devi preoccupare di aspettarmi alzata, perché io non lo faccio più.”
“Ti ho già concesso troppo. Se permetti, questo lo decido io.”
Rientra il padre e il discorso finisce qua.
Se n’è andato a dormire con la testa bassa e la coda tra le gambe.
Il fatto che io sia fiera del mio sangue freddo non mi ha impedito di passare la notte in bianco e probabilmente anche le prossime, almeno finchè non trovo il modo di dargli una sonora lezione.
alwaysyoureyes ha delirato alle ore 16:40 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (20)
categoria:cose serie, angolo dei deliri
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