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venerdì, 01 febbraio 2008
L’ho letto ieri su Metro, ci ho messo un po’ a rendermi conto che la notizia non è una bufala, mi son letta il tutto pure alla fonte…in inglese.
E in italiano mi vengono in mente un paio di cosette che mi piacerebbe dire a questo “Edoardo Palle”...(Italianizziamo, via…stile Nenu…)
 
Caro Signor Palle,
Mi rendo conto che forse sarò un tantinello irriverente, ma mi sento abbastanza offesa da un’iniziativa che per un attimo mi ha fatto pensare di essere visionaria (sì, perché quella notizia io l’ho letta e riletta cercando di convincermi che è vera!) e poi, quando ho capito bene, mi ha fatto un altro tantinello incazzare.
Perché mi pare di aver capito che se  io chiamo ”MAMMA” e “PAPA’” gli esseri viventi che m’hanno messa al mondo ledo i diritti di qualcuno, o offendo qualcuno, o sono omofobica…o addirittura posso favorire e indurre giovani e innocenti menti a compiere  atti di bullismo. Giusto?
Vede, Signor Ministro della Pubblica Istruzione British, Le premetto subito che a me, “OMOFOBICA”non me lo può proprio dire nessuno. Perché io, educata ad avere sempre il massimo rispetto per qualsiasi essere umano, non ho mai scelto i miei amici né amato le persone in base alle loro preferenze sessuali. E credo sarà ben felice di venire a conoscenza del fatto che uno dei miei più cari amici è gay e che posso urlarlo dai tetti che gli voglio un gran bene, che è una persona che merita tutta la mia stima e tutto il mio rispetto, né più né meno quanto ne meritano le persone cosidette “normali” che fanno parte della mia vita. Ricordo quando mi disse di essere gay…quasi vergognandosi. E quando poi, col tempo e a seguito di una serie di eventi piuttosto spiacevoli soprattutto per me, ci siamo ritrovati a ricordare quel giorno, non ho avuto esitazioni nel riconoscergli che lui nei miei confronti è sempre stato profondamente onesto e leale, a differenza di chi di "normalità" ha solo una bella facciata. Perchè onestà e lealtà sono doti che prescindono dall’essere o dichiararsi etero o omosessuale…e potrei portarLe belle e variegate prove a sostegno di quanto sto dicendo.
Ma a parte la considerazione che potrei essere io a ritenermi profondamente offesa se un domani qualcuno pretendesse o anche “suggerisse” (come fa Lei) che i miei figli…no, magari i miei nipoti, perché i miei figli, per età, sono fortunatamente già al riparo da simili edificanti insegnamenti…se i miei nipoti, dicevo, non usassero più le parole che Lei tanto vuole abolire dal vocabolario scolastico, Le vorrei segnalare un paio di argomenti che evidentemente nei libri scolastici da Lei usati, non sono stati trattati. (è l’unica possibilità questa, perché SICURAMENTE Lei ha studiato, vero?)
Primo. La sezione del libro di scienze che tratta di anatomia e genetica. Sa di cosa sto parlando, Signor Palle? Perché quando Lei afferma che “i bambini non dovrebbero avere ”un’idea “convenzionale” della famiglia” sembra non tener conto di una regola biologica alla quale nemmeno Lei è sfuggito: “mamma” è colei che avendo avuto un rapporto sessuale con “papà” ha dato alla luce un bimbo/a. Questo è un dato di fatto, non un’idea “convenzionale” della famiglia. Una ragazza-madre ha tutto il diritto di sentirsi chiamare ed identificare come “mamma”. Un bambino concepito in provetta ha una mamma e ha un papà (fino a prova contraria). Anche un bambino adottato li ha, guarda un po’…Anzi (mi rendo conto che questa cosa potrebbe sconvolgerLa, ma qualcuno deve pure avere il coraggio di informarLa che certe cose esistono!) può addirittura vantarsi di avere ben due mamme e due papà!!!!
Ce la vedo Lei, caro Signor Palle, a rientrare a casa dai suoi GENITORI (termine che Le piace di più) e dire: “Ciao Genitrice, che c’è per pranzo oggi?” o “Salve Genitore, ho preso i biglietti per lo stadio!”. Beh…se lo fa mio figlio con me, io gli tiro una tale tortorata in testa che lo lascio steso per una settimana a riconciliarsi con la realtà.
E da qui passo al secondo punto. Come andava Lei in Italiano?…ops…in Lingua madre?...ariops…in Lingua Genitrice???
No, perché a casa mia “Genitore” vuol dire “colui che genera”…E qua non so proprio come sia possibile, giusto per essere esplicita, che il mio amico di cui Le ho raccontato sopra possa “generare” con la sola collaborazione del suo compagno. Ammetto la mia ignoranza in materia… Lei che sicuramente ne sa più di me può gentilmente spiegarmi come si fa?
Terzo. Psicologia e annessi. Ma forse qui pretendo un po’ troppo…Mi limito solo a ricordarLe che la differenziazione tra “maschio” è “femmina” è un elemento importantissimo nella psiche di un bambino e che dalla chiarezza delle informazioni che gli vengono fornite sin da piccolo dipende il suo sviluppo psicologico e la sua capacità di relazionarsi agli altri. La confusione genera mancanza di punti di riferimento e personalità deboli e distorte di cui il mondo è già sufficientemente pieno e, se mi permette, pure abbondantemente stanco.
Parlare, spiegare, discutere, aprire confronti e soprattutto conoscere le realtà in cui i bambini sono inseriti per poter agire davvero senza discriminare chi  (per qualsiasi motivo, che va dalla scomparsa di un genitore al vivere come “figlio”di una coppia gay) di mamma o di papà o di entrambi, non ne ha...questo dovrebbero fare gli insegnanti. E non perchè una disposizione di legge glielo impone, ma per umana sensibilità!
Mi permetto pure di pensare che il bullismo va combattuto con armi ben più concrete che vadano di gran lunga oltre l’uso appropriato delle parole di un insegnante. Perché trova le sue radici in quel disagio sociale che nessuno ama prendere in considerazione e affrontare con atti seri e risolutivi, in Italia come nel Suo Paese e in tutto il mondo. E’ più facile rifugiarsi dietro falsi problemi che prendere di petto quelli reali, me ne rendo conto. Ma da mamma come tante, le faccio notare che quando mi sono trovata di fronte ad un atto di puro bullismo da parte di mia figlia ho trovato modo e maniera di stroncare questo comportamento sul nascere, senza delegare tale compito a nessuno, perché profondamente convinta che l’educazione dei miei figli dipende prima di tutto da me e da mio marito. E voglio proprio vedere chi ha il coraggio di accusarmi per aver corretto, quando si è reso necessario, i miei figli anche col sano, vecchio, criticatissimo schiaffone.   
Ci rifletta un attimo Signor Palle…e non perda di vista il fatto che ci sono molti modi decisamente meno imbecilli di questo per difendere - cosa SACROSANTA! – i diritti di qualcuno, senza calpestare i diritti di altri. Mamme e papà compresi.
 
Una MAMMA – fortunatamente italiana.
alwaysyoureyes ha delirato alle ore 11:25 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (20)
categoria:cose serie, punti interrogativi
martedì, 20 novembre 2007
19112007Il gelo bianco della neve…il tepore giallo del sole.
Il gelo doloroso di un viso su cui posi un ultimo bacio…il tepore di un abbraccio pieno di amore in cui ti rifugi per pochi attimi.
Il gelo del marmo…il tepore delle lacrime che sai saranno ascoltate.
Il gelo buio della paura di fronte all’odio irragionevole ed inspiegabile che stai toccando con mano…il tepore di uno sguardo e di quel “Grazie, sorella…”
E il cielo.
Azzurro.
Azzurro come solo quel cielo sa essere.
Lì.
A dirti che passerà.
alwaysyoureyes ha delirato alle ore 12:12 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (18)
categoria:punti interrogativi, il bello intorno a me
lunedì, 12 novembre 2007
insegna1Immagini che scorrono sul video della tv. Una parte di me si rifiuta di accettare e comprendere che sta succedendo qui, nella MIA città.
Gabriele, un tifoso che va in trasferta per seguire la sua squadra. Un poliziotto, con una pistola che avrebbe fatto meglio a non estrarre dalla fondina. Una morte stupida, figlia di un’azione stupida. Una vita spezzata e un’altra vita distrutta.
Perdere qualcuno che ami per “una tragica fatalità” è straziante e doloroso da impazzire.
Maneggiare armi da tanto tempo e ritrovarsi per quella stessa “tragica fatalità” con un’arma fumante in mano ed un cadavere di fronte è devastante. E non importa se l’accusa è omicidio colposo o volontario…solo il senso di colpa per aver tolto, seppur per caso, la vita a qualcuno può bastare a renderti impossibili tutti gli altri giorni che ti restano da vivere. Se hai una coscienza, ovvio…
Ma tutto questo non può e non deve essere motivo per scatenare una guerra assurda. Non aspettavano altro quei “tifosi” che ieri hanno incendiato, devastato, distrutto. Quelli non sono Tifosi. Sono TERRORISTI. E il pretesto per le loro bravate gli è stato offerto su un piatto d’argento.
Fiumi di parole sono state dette, fiumi se ne diranno chissà per quanto, con la solita ipocrisia di una società che genera essa stessa un disagio che le ricade addosso sotto forma di morte e devastazione, una società che non è capace e forse non vuole risolvere i problemi che stanno alla radice di simili violenze.
Come tifosa laziale mi inchino davanti a tutti quei tifosi della Roma, che hanno espresso la loro fraterna solidarietà con autentico spirito sportivo. E’ così che dovremmo essere sempre, cari “cugini”!
Con rabbia mi inchino davanti a quei tifosi dell’Atalanta che, seppure non unendosi ai terroristi, hanno minacciato di far succedere un macello pur di interrompere la partita. “The show must go on”…ha detto qualcuno. Ma manco per niente! Va fermato, questo squallido show intorno al quale girano troppi soldi, che lo hanno reso disumano e privo di ogni rispetto per la vita. E va fermato per molto tempo, non per una o due giornate.
Raciti ieri, Gabriele oggi...due giovani vite spezzate. Due famiglie nel dolore. Che differenza c’è tra un Ispettore di polizia e un tifoso se tutti e due sono vittime di un sistema che pur di guardare al soldo passa sopra le più elementari regole della convivenza umana?
 
Una volta mio padre portava me e i miei fratelli allo stadio. Ed era una festa.
I miei figli, oggi, non sanno nemmeno dov’è.
*Foto da: www.repubblica.it
alwaysyoureyes ha delirato alle ore 14:53 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (10)
categoria:cose serie, punti interrogativi
mercoledì, 31 ottobre 2007
Allora…
Oggi mi girano in maniera sostenuta.
Quindi si consiglia a chi si troverà a leggere, e si riconoscerà nei soggetti di cui sto per parlare, di non prendersela a male (nel suo interesse, che nel caso fa ben TRE fatiche tutte a suo discapito…nel senso che in finale non me ne può frega’ de meno di come reagiscono persone che non conosco affatto) perché non c’è nessuna cattiveria in quello che ho da dire, ma solo perplessità di fronte a qualcosa che non capisco e che mi piacerebbe capire. 
Il fatto è che io i peli sulla lingua non me li so tenere. Perciò parlo. Anzi, scrivo.
Non da poco tempo ricevo segnalazioni di aggiunta come “amico” da parte di bloggers che non ho MAI, nemmeno per caso, incrociato in rete.
Certo, il mio blog non è privato, altrimenti sarebbe frequentato esclusivamente dai bloggers che comprendo tra i miei links. Alcuni di loro sono Amici nel senso più reale e concreto della parola, altri sono comunque persone conosciute in rete con le quali c’è almeno un minimo di comunicazione e di scambio  reciproco. E comunque i loro blog li vado a visitare con una certa frequenza, semplicemente perché mi interessa farlo e mi ineteressano le persone.
Al di fuori di questi casi, mi sembra di essere stata sempre più che corretta con tutti coloro che passando hanno lasciato un commento (anche anonimo) rispondendo qui e ricambiando sempre la visita. Comunque cercando, in qualche modo, di comunicare, di interagire, di conoscere. Perché credo che le regole della buona educazione valgano in rete come nella vita reale.
Sono perfettamente consapevole che non c’è nulla di diabolico nel fatto che chiunque può passare, leggere, innamorarsi alla follia di quello che scrivo (Mah…de gustibus!!!) e decidere che mi vuole tra i suoi “amici”. Ma nonostante questo, sempre per una questione di buona educazione e di correttezza, mi rimane inconcepibile pensare di invitare un bloggher a qualificarsi come mio “amico” così, spuntando dal nulla più assoluto, senza nemmeno una parola di presentazione.
Giusto per fare qualche esempio…
a) Sono stata inclusa tra i 4268 amici (non è uno scherzo! Sì…sono proprio quattromiladuecentosessantotto!) di un tizio che sembra aver adottato come unica ragione di vita quella di fare soldi davanti al pc col minimo sforzo. E tu vieni a cerca’ proprio a me??? Eh caro mio!...io se non me li sudo i soldi, non mangio. E ti garantisco che c'è più soddisfazione a guadagnarseli che a farseli piovere dal cielo o rubarli...  
b) Mi ritrovo tra gli amici di un certo Giovanni. Qua posso pure capire come mi ha trovato…Ma stellino bello, tu non puoi alzarti una mattina e decidere di considerare amica una persona solo perché rientra tra i links di un blogger che conosci pure tu, senza aspettarti che questa rimanga almeno un tantinello perplessa! E capiscimi, su’…Mica ti sarai offeso se non ti ho risposto fingendo che io e te ci conosciamo davvero? Sai che i miei amici io sono solita salutarli e parlarci ogni tanto?
c) Scopro di essere mio malgrado una delle bloggers oggetto delle attenzioni di un famoso soggetto che ha aperto non so quanti blog, ognuno con un’identità diversa. Il suo blog principale è un blog multiautore in concorrenza con un altro arcinoto blog dello stesso tipo.  Non ci vuole un’intelligenza particolare per capire che sto tizio, spuntato dal nulla, è il “papà” di altri bloggers, guarda caso tutti “autori” in quel blog, che hanno lasciato inviti, in diverse date, alla sottoscritta. Manco ci penso a risponderti, “amico”. E pure se lo facessi, dove sono finiti i blog di quegli “autori”??? So’ tutti chiusi!
d) Con un altro illustre sconosciuto che mi ha considerata sua amica, invece, ho avuto uno scambio di messaggi privati. Poveraccio, mi ha beccata in una giornata “no” e gli ha detto male. Ma ci avrei pure ripensato, passando sopra il fatto che non abbia dato risposte abbastanza soddisfacenti alle ovvie domande che gli ho fatto e che sia stato pure abbastanza acido nel farlo, se solo avesse avuto il fegato di farsi vivo almeno una sola volta qua, sul mio blog. Mica tanto mi aspettavo: bastava un qualsiasi segnale di vita. Vai a farti un giro pure tu…
e) Altro tipo acido che mi scrive direttamente un privato con due lettere e dei caratteri che non si capiscono. Altro scambio di privati. Vado a vedere il suo blog. Niente da dire. Ma proprio niente…un normalissimo blog, come tanti. Resta da capì che cercava e com’è che gli so’ venuta in mente proprio io. Mah…misteri del web…
f) E l’altro ieri mi trovo un altro invito di una tizia che scopro aver invitato pure la Sorella, la quale – fatto ormai notorio - ha un blog privato. La domanda sorge spontanea: Ma AMICHE de che???? SULLA FIDUCIA???? Buonanotte, “fiorrrellino”!... (Giusto, Not?)
 
Ovviamente non cito i nick e non metto links, che non ho nessuna voglia di fare guerre.
Ribadisco che non me ne frega una cippa di quello che possono pensare i soggetti in questione.
Sono acida? Forse sì…l’ho premesso che è una giornataccia. Lo sapevate.
Me la tiro? Senz’altro! E perché non dovrei?
Stronza? Me ne vanto. Come mi vanto del fatto di essere una persona educata e di essere circondata da persone che lo sono altrettanto. Scusate se è poco...
Avete presente la targhetta “NO PUBBBLICITA’! GRAZIE!” sulla cassetta della posta, che dovrebbe scoraggiare dal riempirtela di cartacce, perché è chiaro che tu al 99% prenderai il tutto e lo passerai direttamente al cestino della spazzatura?
Beh…questo post ha la stessa, identica funzione.
E magari comincio a fare pure un po’ d’ordine…
Meglio pochi, ma buoni.
alwaysyoureyes ha delirato alle ore 13:50 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (10)
categoria:punti interrogativi, angolo dei deliri, mulini a vento
mercoledì, 24 ottobre 2007
La scorsa settimana…
Lui: “A ma’…Oggi il compito di mate è stato un casino! Quella str**** ci ha dato esercizi difficili e pochissimo tempo per farli! Preparate pe’ anna’ a protesta’! Riceve il martedì mattina alle 11.00!!!”
Io:“Cioè…In pratica mi stai dicendo che il primo compito di matematica è andato da schifo? Bellissimo! Hai cambiato tattica. Adesso me lo dici prima, così ho più tempo per smaltire la botta…”
Lui: (voce sostenuta al di sopra dei decibel legali + mimica ad indice alzato) “Tu non capisci! A TUTTI è andato male!!!! E siccome IO non intendo cominciare l’anno con un’insufficienza, TU vai a protestare!” (Ahia! Nessun termine in romanaccio. La cosa è seria…)
Io (sorriso comprensivo) : “Ok. Allora aspettiamo i risultati. Tu mi dai una copia del compito e vediamo se era alla vostra portata e se si poteva fare nel tempo che vi ha assegnato. Perché, giusto per chiarirci, io a protestare non ci vado se tu sei in una posizione indifendibile. Dovresti saperlo.”
 
Ieri…
Rientro a casa. Neanche chiudo la porta che vengo assalita da un selvaggio a torso nudo che si proietta fuori dalla camera di mio figlio urlando:
“Ma’!!!! Ho preso OTTO al compito di mate!!!!!!!!”
Io: “Ah ecco…E per la grazia ricevuta hai deciso che ti prenderai una bronchite!”
E mi avvio per il corridoio, che non vedo l’ora di togliermi gli stivali. Mi segue. Urlando qualcosa che non sento perché i due neuroni stacanovisti che ancora sono all’opera mi ricordano all’improvviso che lui UNO ne ha fatto di compito di matematica e che io dovevo andare a protestare dalla prof perché SICURAMENTE era andato malissimo…
Mi blocco. Mi volto. Occhi sbarrati. Aria interrogativa.
Lui scoppia a ridere e capisce che mi sono ricordata del delirio di alcune sere prima. Capisce pure che non capisco…
“Guarda che dico sul serio. Ho preso 8! Anzi, la somma dei punteggi degli esercizi validi era 7,9. Quindi l’8 ci sta tutto!!!”
Io: “Ah, ecco. Fortuna che era stato un disastro. Vado a protestare?”
Lui: “Ma che sei scema????”
Io: “No…Ma vedo che la qualità di quello che si fuma nei bagni è migliorata. E tu non dovresti andarci prima di fare i compiti in classe…E nemmeno la prof di matematica!”
Lui: “Se è per questo non dovrebbe andarci manco quella di italiano. Oggi m’ha messo 7!” (sorriso serafico)
Io: “Oddio…E come è potuto succedere?” (Occhi di fuori…Questa è pura fantascienza!!!)
Lui: “Mi ha fatto leggere ad alta voce mezzo capitolo de “I promessi sposi”. E ha detto che leggo bene.”
Io: “TU leggi bene? Manzoni? TUUUUU?.... Ah…Però! Ma ’sti giapponesi, quante se ne inventano!... Su, digliela la verità a mamma tua…Era a fumetti, vero?”
(Io 'ste due le devo andare a conoscere...)
alwaysyoureyes ha delirato alle ore 14:51 | Link | Hai qualcosa da dire? commenti (16)
categoria:punti interrogativi, il bello intorno a me